Non so più scrivere

I miei pensieri si bloccano, esattamente come questa frase.

Non riesco a creare più nulla di creativo, niente storie, niente pensieri profondi, mi riduco semplicemente a frasi brevi e sconnesse, senza un senso il più delle volte. Prima riuscivo a riempire pagine di parole, come bere un bicchiere d’acqua. Ora anche solo per scrivere queste frasi, ci sto mettendo ore. Non so spiegarmi questo mio nuovo modo di esprimermi, non so se il motivo è che ho smesso di leggere o se la mia creatività crescendo è svanita. Non capisco se entrare nel mondo degli adulti ha questo effetto collaterale. Ti prosciuga la fantasia.

Forse quando non hai tempo per te stessa è questo quello che succede, ti dimentichi di quello che ti piace fare. Prima mi divertivo a fare tante cose creative tra cui fotografie, ora non faccio più nemmeno quello. Le mie uniche preoccupazioni sono gli esami, pregare che vadano bene e trovarmi un lavoro per poter essere indipendente. Non mi fermo a pensare a nulla, se non a quello che mi preoccupa.

Un flusso di preoccupazioni costante nella mia testa. Solo grigio e niente colori. Se la vita da adulti è questa, non voglio viverla.

Armi puntate contro di me

Non ho più spazio per sentirmi libera di pensare, provare, di rendere libero il mio io incasinato. Non sono equilibrata, anzi sono un casino. Piena di problemi, di insicurezze, di brutti pensieri. Mi sento soffocare da me stessa, sento un macigno sul cuore ogni volta che penso a qualcosa che non è “normale” per gli altri. Sento come se gli altri non volessero i miei problemi, ma io devo accettare i loro come se fosse “normale”.

Sono stata pugnalata da tante persone, ma nonostante questo mi sono rialzata. Sanguinate. Mi sono ricucita le profonde ferite, da sola. Non mi sono lamentata, ma sono cambiata. Profondamente e permanentemente. Non sono la persona che ero 10 anni fa, e nemmeno quella di 5 anni fa, e men che meno la persona che ero 10 mesi fa. Sono diversa. Piena di cicatrici. Piena di storia. Le persone non possono pretendere da me sanità mentale, come io non la pretendo da loro.

Il mio bagaglio di armi è pesante lo so, una vita passata e una che va avanti, mi piacerebbe che le persone mi accettassero con tutti i miei problemi tutto qui.

Le ferite al cuore sono difficili da rimarginare

Sono consapevole di essere una persona poco equilibrata, certe volte non so gestire bene le mie emozioni, ma soprattutto non so gestire quelle che sono le mie reazioni, quindi credo che la definizione adeguata sia “persona impulsiva”. Credo l’equilibrio mentale non esista in realtà, ma che esistano persone più o meno brave nel sapersi controllare e gestire quando accadono delle cose che potenzialmente possono far perdere questo controllo.

Io sono in grado di gestirmi fino a quando non succede qualcosa che mi ferisce dentro, che mi da una scossa talmente forte che nemmeno io sono in grado di bloccare. Mi succede quando mi sento tradita da qualcuno. Quando provo una fitta così forte al cuore che mi toglie il respiro, un vuoto dentro mi divora lo stomaco. Lì crollo, e con me crolla anche il mio controllo.

21

Poco più di tre settimane fa ho compiuto i 21 anni. Che storia, non li compie mai nessuno direte, ma non è questo il punto. Non è il fatto di averli compiuti, più che altro è la sensazione amara di non stare vivendo questa età come dovrebbe essere vissuta. Credo di sprecare tempo prezioso che non torna più indietro: la giovinezza.

Una realtà che passa e non torna. Ogni passo in avanti è uno più lontano dalla spensieratezza, si avvicinano le responsabilità con la velocità di un’auto in corsa. Mi piacerebbe fare delle cose normali, come andare in discoteca, ballare con gli amici per poi tornare a casa così tardi che non c’è nemmeno bisogno di andare a dormire, la notte è giovane, mi piacerebbe andare ai concerti più spesso e bere birra tra la folla, cantare fino a rimanere senza voce. Vorrei organizzare serate a casa con gli amici dell’università in cui si prepara la cena tutti insieme, magari una carbonara senza guanciale e stare a giocare a monopoli fino a tarda notte, per poi il giorno seguente avere le occhiaie, ma andare ugualmente a lezione.

Queste sono piccole cose, magari per alcuni sono cose normali, che non ha bisogno di immaginare ma che può veramente vivere, ma per me per ora sono solo l’ennesima fantasia.

Girasoli

Persone speciali che fanno capolino nella tua vita, come un fiume in piena, che sono in grado di renderti felice ma in egual modo possono farti sentire il mondo che ti crolla addosso. Persone che quando le guardi negli occhi ti domandi “ma come ho fatto a meritarmi una persona così?”, perché tu non sei speciale, non hai nulla di “degno di nota” o qualcosa che ti distingua dal resto del mondo, sei normale, quasi insignificante, ma nonostante questo queste persone speciali ti guardano come se tu fossi un dolce raggio di sole che piano piano fa capolino dall’unico spiraglio tra le tende della finestra, che ti scalda il volto e delicatamente ti sveglia. ti guardano come se non ci fosse un domani, ma solo tu e loro in quel preciso istante, ti guardano come se non dovessero dormire mai. Queste persone speciali sono poche, capitano una volta, forse due nella vita, Sono quelle persone che tu speri rimangano per sempre, che non fuggano dai tuoi casini o dalle tue insicurezze, che ti stiano accanto anche quando sei tu a mandarle via. Persone tra le cui braccia ti senti nel posto più felice del mondo, come se ogni cosa non avesse quasi importanza e li in quell’abbraccio il mondo con i suoi problemi non potesse toccarti. Li sei al sicuro da tutto e da tutti, tranne che da loro.

Empty

Non vi è una ragione precisa, ma le persone non fanno mai quello che tu faresti per loro, semplicemente non sono te. Vedono le cose in modo diverso, le percepiscono in modo diverso, e agiscono in modo diverso. Non bisogna farne una colpa, ma accettarlo e cercare di sprecarsi meno per chi non ci tiene davvero.

A volte realizzare questo fa male, ma è meglio stare male sapendolo che non capire e stare male ugualmente. Quando si è a conoscenza delle cose che ci fanno stare male è più facile gestirle e superarle, se invece non si ha conoscenza è come combattere contro il vuoto, senza sapere come fare per risolvere la situazione.

Voglio essere trattata come è mio diritto essere trattata.

Sono una donna. Sono bagnina. Per diventarlo ho dovuto superare un test teorico e uno pratico. Nonostante questo le persone, in particolare gli uomini si prendo la libertà di non ascoltarmi quando faccio il mio lavoro, seguendo le regole. Anzi spesso mi guardano come se contassi meno di zero. No, non è giusto, tu uomo devi darmi la stessa importanza che avrebbe un ragazzo che fa il mio stesso mestiere, non devi guardarmi con sufficienza o come se fossi solo un pezzo di carne. Non devo sentirmi, non voglio sentirmi inferiore se faccio il mio lavoro come deve essere fatto.

Non voglio sentirmi giudicata o guardata con quello sguardo quando mi tolgo la maglietta per fare un tuffo in piscina, solo perché sono la bagnina. Non voglio sentire i commenti. Voglio il rispetto che mi spetta. Perché sono lì per lavorare e non per altro.