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Poco più di tre settimane fa ho compiuto i 21 anni. Che storia, non li compie mai nessuno direte, ma non è questo il punto. Non è il fatto di averli compiuti, più che altro è la sensazione amara di non stare vivendo questa età come dovrebbe essere vissuta. Credo di sprecare tempo prezioso che non torna più indietro: la giovinezza.

Una realtà che passa e non torna. Ogni passo in avanti è uno più lontano dalla spensieratezza, si avvicinano le responsabilità con la velocità di un’auto in corsa. Mi piacerebbe fare delle cose normali, come andare in discoteca, ballare con gli amici per poi tornare a casa così tardi che non c’è nemmeno bisogno di andare a dormire, la notte è giovane, mi piacerebbe andare ai concerti più spesso e bere birra tra la folla, cantare fino a rimanere senza voce. Vorrei organizzare serate a casa con gli amici dell’università in cui si prepara la cena tutti insieme, magari una carbonara senza guanciale e stare a giocare a monopoli fino a tarda notte, per poi il giorno seguente avere le occhiaie, ma andare ugualmente a lezione.

Queste sono piccole cose, magari per alcuni sono cose normali, che non ha bisogno di immaginare ma che può veramente vivere, ma per me per ora sono solo l’ennesima fantasia.

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Girasoli

Persone speciali che fanno capolino nella tua vita, come un fiume in piena, che sono in grado di renderti felice ma in egual modo possono farti sentire il mondo che ti crolla addosso. Persone che quando le guardi negli occhi ti domandi “ma come ho fatto a meritarmi una persona così?”, perché tu non sei speciale, non hai nulla di “degno di nota” o qualcosa che ti distingua dal resto del mondo, sei normale, quasi insignificante, ma nonostante questo queste persone speciali ti guardano come se tu fossi un dolce raggio di sole che piano piano fa capolino dall’unico spiraglio tra le tende della finestra, che ti scalda il volto e delicatamente ti sveglia. ti guardano come se non ci fosse un domani, ma solo tu e loro in quel preciso istante, ti guardano come se non dovessero dormire mai. Queste persone speciali sono poche, capitano una volta, forse due nella vita, Sono quelle persone che tu speri rimangano per sempre, che non fuggano dai tuoi casini o dalle tue insicurezze, che ti stiano accanto anche quando sei tu a mandarle via. Persone tra le cui braccia ti senti nel posto più felice del mondo, come se ogni cosa non avesse quasi importanza e li in quell’abbraccio il mondo con i suoi problemi non potesse toccarti. Li sei al sicuro da tutto e da tutti, tranne che da loro.

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Non vi è una ragione precisa, ma le persone non fanno mai quello che tu faresti per loro, semplicemente non sono te. Vedono le cose in modo diverso, le percepiscono in modo diverso, e agiscono in modo diverso. Non bisogna farne una colpa, ma accettarlo e cercare di sprecarsi meno per chi non ci tiene davvero.

A volte realizzare questo fa male, ma è meglio stare male sapendolo che non capire e stare male ugualmente. Quando si è a conoscenza delle cose che ci fanno stare male è più facile gestirle e superarle, se invece non si ha conoscenza è come combattere contro il vuoto, senza sapere come fare per risolvere la situazione.

Voglio essere trattata come è mio diritto essere trattata.

Sono una donna. Sono bagnina. Per diventarlo ho dovuto superare un test teorico e uno pratico. Nonostante questo le persone, in particolare gli uomini si prendo la libertà di non ascoltarmi quando faccio il mio lavoro, seguendo le regole. Anzi spesso mi guardano come se contassi meno di zero. No, non è giusto, tu uomo devi darmi la stessa importanza che avrebbe un ragazzo che fa il mio stesso mestiere, non devi guardarmi con sufficienza o come se fossi solo un pezzo di carne. Non devo sentirmi, non voglio sentirmi inferiore se faccio il mio lavoro come deve essere fatto.

Non voglio sentirmi giudicata o guardata con quello sguardo quando mi tolgo la maglietta per fare un tuffo in piscina, solo perché sono la bagnina. Non voglio sentire i commenti. Voglio il rispetto che mi spetta. Perché sono lì per lavorare e non per altro.

 

 

 

 

Youtube

Voglio aprire un canale youtube. Non so ancora quando, ne come lo chiamerò e nemmeno di cosa parlerò, ma so che ho qualcosa da condividere, che siano le figure di merda che faccio quotidianamente o semplicemente la lista della spesa, ma so che ho qualcosa da dire.

Tante cose che scrivendo molto spesso non riesco a far comprendere, non ho il dono della scrittura e nemmeno della comunicazione verbale, ma so che i miei comportamenti  fisici trasmettono molto. Se sono arrabbiata si vede, si percepisce nell’aria, la gente lo sente perché vivo i miei sentimenti al massimo della loro espressione. Non ho mezze misure, o sono bianca o sono nera, per me il grigio non esiste. Per questo quello che a parole non riesco a dire, fisicamente riesco a trasmetterlo meglio.

Youtube non è certo una piattaforma in cui le capacità verbali non sono richieste, anzi. Ma la cosa che aiuta è il fatto che quello che dici, lo dici attraverso una telecamera, le persone ti vedono e la mimica facciale ed i comportamenti del corpo sono lì a tua disposizione.

Stupid brain

Giugno. Sessione estiva. Esami che non vanno come dovrebbero andare. Umore sotto i piedi. Un lavoro che spezza il tempo che dovrei impiegare per studiare. Il tempo che non ho. Sono una delusione unica. Per me, per i miei genitori e per i miei amici. Vai Giulia, continua così e vedrai che andrai sicuramente molto lontano. Assicurato.

original

Words

Le parole hanno un peso, una loro consistenza fisica, una loro pesantezza ed è facile non rendersene conto, è facile non accorgersi che quello che diciamo ha un certo impatto. Io faccio fatica a gestire le mie parole, perchè non so esprimere quello che sento.